L’Ufo Crash di Fiumicino – Io c’ero.

Un caso che ufficialmente è stato chiuso in pochi giorni con la solita spiegazione assurda, ma io c’ero e so, in parte, cosa è successo. Prima i fatti come sono stati raccontati dai media:

Tratto dal “Corriere della Sera” del (7 gennaio 1997):

IL CASO . Molte segnalazioni, forse era un razzo
Un Ufo avvistato a Fiumicino

Caccia all’Ufo per tutta la notte di ieri lungo il litorale tra Ostia e Fregene, in cerca di un oggetto particolarmente luminoso, di colore verde, che sarebbe caduto nella pineta. Era stato visto qualche attimo prima solcare a forte velocita’

e a grande altezza l’orizzonte in direzione est ovest. Erano esattamente le 18.22 quando gli allibiti operatori dell’ufficio traffico e della torre di controllo dell’aeroporto di Fiumicino hanno avvistato il misterioso oggetto che non aveva riscontri negli aeromobili in programma. E subito scattato l’allarme e da una serie fitta di telefonate in breve e’ arrivata la conferma che non si era trattato di un abbaglio. L’Ufo era stato visto infatti anche dalla torre di controllo del vicino aeroporto militare di Pratica di Mare. Poco dopo il terzo riscontro: una telefonata da una pista dello stesso aeroporto Leonardo Da Vinci, era il comandante del volo AZ 062 in procinto di decollare per Madrid dalla pista numero due, che aveva visto la stessa cosa e, allarmato, chiedeva, informazioni. L’oggetto luminoso e’ stato avvistato anche da molti cittadini: secondo alcuni, proveniva dal raccordo anulare e sarebbe caduto nella zona della pineta di Fregene. Immediatamente sono scattate le operazioni di ricerca: la sala operativa della polizia dello scalo romano, subito informata dell’avvistamento, ha predisposto, assieme al commissariato di Fiumicino, un controllo in tutta l’area: in pratica dalla pineta di Coccia di Morto, lungo la direttrice del Leonardo Da Vinci, sino a Fregene. Mistero fitto sulla natura dell’oggetto: si e’ fatta l’ipotesi di un potente razzo, ma non si e’ esclusa la piu’ allarmante possibilita’ di un missile terra aria.

Questa la notizia, che pochi ricordano, non fù un caso molto analizzato dagli “esperti” ufologi. Ma ora vi racconto la mia esperienza relativa a questo strano fatto:

Erano le 20 circa quando E. una amica mi avverte che alla radio hanno dato la notizia di un presunto Ufo Crash nella zona di fiumicino, vicino alle piste di atterraggio dell’aeroporto Leonardo da vinci. Allertati i mie fratelli saliamo in macchina, in compagnia di E. che avrà un ruolo determinante in questa strana avventura.

Arrivati in zona, ci accorgiamo subito di una strana anomalia. Lungo la pista di atterraggio parallela a via coccia di morto, c’è della roba che brucia, a giudicare dal fumo nero e denso che sale verso il cielo. Qualcosa di simile al fumo prodotto da copertoni di automobile dati alle fiamme. Se fosse stata una vecchia autorimessa, passi, ma nell’aeroporto… qualcosa di strano c’era. Giunti dalle parti di Fregene, facciamo un giro perchè non abbiamo idea di dove sia accaduto il fatto, nella cittadina di Fregene c’è troppa attività. Vigili del fuoco che stranamente sono molti impegnati a tirare giu da un albero non so cosa, troppe auto dei carabienieri… no troppo strano. ad un certo punto vediamo una serie di automobili che seguono una pattuglia della polizia che si dirige verso una zona agricola e decidiamo di accodarci anche noi ma E. una ragazza dotata di una certa sensibilità, direi quasi una sensitiva, esordisce dicendoci ” No, è da quella parte !” e pare sentirsi poco bene. Decidiamo di andare dove dice lei, e facciamo degli strani giri nelle stradine desolate e disabitate di fregene, dopotutto in pieno inverno la zona dovrebbe essere poco frequentata.

Ad un certo punto E. pare avere degli strani disturbi sempre più forti, mentre guidata dal suo istinto o dalle sue percezioni ci fa arrivare in una stradina senza uscita che porta ad un vecchio casolare, pare abbandonato ma lungo la strada troviamo parcheggiate tre o quattro grandi suv di colore scuro, modelli americani. nel 1997 i suv si chiamavano ancora “gipponi” o “fuoristrada” e non andavano di moda in italia.

Fuori dalle auto parcheggiate, un certo numero di personaggi sospettosi ed incuriositi di chiunque fosse presente nella zona, non eravamo gli unici curiosi c’erano anche altre persone quella sera.

Parcheggiamo l’auto e scendiamo, ci dirigiamo verso la pineta dove ci sono vigili del fuoco, poliziotti e altra gente; e qui viene il bello.

La pineta era molto fitta e buia, stavamo valutando se era il caso di addentrarci nel bosco oppure no. E. continuava a dire che laggiù c’era qualcosa; le sue parole erano queste: “Sono lì, da quella parte”

Ad un tratto arrivano due vigili del fuoco muniti di contatori geiger che ci intimano di andare via perchè è pericoloso. Chiediamo loro cosa sia successo e cosa ci sia nel bosco e loro rispondono che non c’è nulla ma che dobbiamo andare via perchè è pericolso. strano vero ? Quando vedono che non c’è verso di mandarci via se ne vanno e mentre una presunta troup televisiva si avvicina a noi puntandoci contro una telecamera che col faro ci abbagliava, ci accorgiamo che due persone entrano nella boscaglia muniti di uno strano aggeggio dotato di Led intermittenti. la cosa strana è questi due tipi non sono muniti di torce elettriche e vi garantisco che la pineta era buia e piena di rovi, cespugli ecc. avrei sfidato chiunque ad addentrarsi nella boscaglia senza avere nemmeno una fonte di luce per vedere.

I sedicenti giornalisti che ci sbattono in faccia la luce della telecamera ci chiedono chi siamo e da dove veniamo. noi chiediamo lo stesso a loro e ci dicono di lavorare per una “radio” locale. Ora…non so voi, ma a me pare che le radio non trasmettono immagini, non capisco perche un giornalista radiofonico debba portare con se un telecamera… mah…

A quel punto ci accorgiamo che arrivano anche i carabinieri e ci intimano di andare via. Ovviamente in quel frangente non sarebbe stato saggio rimanere. Qualcuno si stava incazzando per la nostra presenza sul posto. E ce ne andiamo sotto lo sguardo infastidito di quei personaggi che se ne stavano vicino alle loro automobili nere.

Il giorno dopo parlando con altri amici che avevano sentito la notizia e come noi si erano diretti a fregene, avevano seguito le auto accodate alla pattuglia della polizia, che li aveva condotti da tutt’altra parte dove non vi era nulla di sospetto…

E. ci aveva portato nel posto giusto, a distanza di tanti anni ne sono ancora certo. nella pineta di fregene era successo qualcosa, qualcosa che qualcuno non voleva fosse visto da persone come noi. altro che missile…

Questa esperienza è rimasta impressa nella mia memoria tanto che ha poi ispirato il mio romanzo, Oblion – La Cospirazione.

Valerio Petretto.

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