Gli Alieni atterrano nel giardino di una scuola. Un inedito caso di abduction.

Ho ricevuto una interessantissima E-mail da parte di una persona di mia conoscenza, che vuole restare anonima per ovvi motivi di privacy.
Da ora in poi la identificheremo attraverso il suo Nickname: Atlantis63.

Oltre ad altri fatti inquietanti e molto misteriosi, che forse un giorno Atlantis63 mi autorizzerà a pubblicare; mi ha raccontatodi esser stato testimone di un’abduction, nella sua infanzia.

Questi ricordi, ragazzi miei, che definirei a dir poco spettacolari, per circa 30 anni Atlantis63 aveva rimosso ( o qualcuno gli aveva rimosso ) dalla sua memoria. Ma grazie alla meditazione trascendentale e a pratiche di autoconoscenza sono riaffiorati in maniera spontanea circa 10 anni fa.

Atlantis63 li ha confidati solo a poche persone fidate, tra i quali il sottoscritto; ora mi ha autorizzato a pubblicarli perché ritiene che queste cose debbano essere di dominio pubblico.

Non riporterò il testo originale della mail, perché oltre alla cronaca di questa esperienza ve ne sono molte altre che per ora non posso pubblicare. Ho promesso. Quindi qui di seguito vi propongo una ricostruzione più chiara e leggibile dei ricordi riemersi da una meditazione trascendentale di Atlantis63:

Siamo nella metà degli anni ’70, nel 1975 per essere precisi. Atlantis63 si trova a scuola, in compagnia della sorella, che chiameremo con un nome inventato Anna e un loro amico comune, che chiameremo Giacomo; grande amico di Atlantis63. I due ragazzini progettavano, con la fantasia, di costruire un giorno una nave spaziale per solcare il cosmo. I tre stanno giocando nel giardino della scuola ma sono distanti dagli altri compagni di classe. E’ una scuola di tipo inglese, con un grande parco, strutture per giocare ecc. Non siamo in Italia.

Atlantis63, tra le altre cose è super felice perché ha ricevuto in regalo per il suo compleanno un bell’orologio, uno di quelli moderni. Grande felicità. Ogni minuto va a vedere l’ora per gioire per quella meraviglia elettronica che scandisce il tempo in maniera cosi precisa. Un orologio che non ha bisogno della carica manuale, che bello, pensava il giovane Atlantis63.
Ad un tratto il ragazzino viene attratto da uno strano movimento in cielo, qualcosa che non si aspettava di vedere: uno strano oggetto metallico, discoidale che effettuava una virata a qualche decina di metri sopra le teste di quei ragazzini e si apprestava ad atterrare proprio nel bel mezzo del campo da gioco dove si trovavano loro.

Istintivamente Atlantis63 afferra la mano della sorellina e le intima di seguirlo di corsa, dice lo stesso a Giacomo ma il ragazzino pare non aver capito cosa stesse accadendo. Atlantis63 e la sorellina scappano e si vanno a nascondere, terrorizzati, sotto il pavimento di una casetta di legno per giocare, una di quelle rialzate da terra di poche decine di centimetri per evitare che il pavimento di legno si infradici a causa dell’umidità del terreno.
Giacomo invece rimane li dov’era, impietrito dalla vista di quello strano oggetto che atterrava a pochi metri da lui ed un po’ spavaldo come per fare vedere che lui è coraggioso, che non ha paura.

Secondo il ricordi di Atlantis63 l’Ufo aveva la classica forma discoidale ed al centro una protuberanza rialzata, probabilmente la cabina di pilotaggio, avente il soffitto piatto ed una specie di antenna sull’apice. La descrizione mi ha ricordato molto questo disegno qua:

ufotipo1

Atlantis63 chiama Giacomo dicendogli di non stare li, di nascondersi ma il ragazzino sembra come in trance, ipnotizzato quando Atlantis63 e la sorella assistono ad una scena terribile.

Il veicolo di colore metallico si posa a terra e un portellone si apre verso il basso come fosse una passerella dalla quale scendono due esseri molto alti e dotati di fisici alquanto possenti,vestiti in una specie di tuta spaziale aderente che copre anche il loro volto.

Giacomo è ancora lì, come paralizzato mentre uno dei due occupanti del veicolo si avvicina a lui con una certa decisione e lo afferra per un braccio alzandolo da terra e portandolo con se nel disco volante. Atlantis63 ricorda chiaramente che all’interno del velivolo, grazie all’apertura del portellone, era visibile un lettino sul quale venne posto con una certa irruenza il povero Giacomo in stato di trance o in stato di shock, non posso saperlo con certezza.

A quel punto il portellone si richiude e l’oggetto volante discoidale decolla verticalmente scomparendo alla vista di Atlantis63 e della sorella.

I due ragazzini escono dal loro nascondiglio e frastornati se ne tornano a casa.
Tornati a casa sembra che i due ragazzini non ricordino più nulla di ciò di cui sono stati testimoni. Tanto che ad un certo punto la mamma di Giacomo suona al campanello della casa di Atlantis63 e chiede informazioni su dove si fosse cacciato Giacomo, che nel frattempo non era tornato a casa e nessuno sapeva dove fosse finito.
Atlantis63 e la sorella non sanno dare spiegazioni ma Atlantis63 nota che stranamente il suo orologio nuovo di zecca ha perso ben 10 minuti, cosa strana perché il ragazzino lo controllava spesso e non era mai successa una cosa del genere.

In serata Giacomo fa ritorno a casa e non sa dare spiegazioni di dove era stato tutto quel tempo, non lo ricordava neanche lui. Tanto che i genitori si arrabbiarono con lui per averli allarmati e fatti preoccupare in quel modo.
Il ragazzino il giorno dopo ebbe uno strano attacco di allergia, o almeno quella fu la spiegazione data, si era ricoperto di bubboni rossi e turgidi che Atlantis63 ricorda definendole letteralmente così: “simili alle arachidi, quando sono ancora ricoperte da quella buccetta rossa”

Giacomo era cambiato, non aveva più voglia di progettare la navetta spaziale con Atlantis63, sembrava che non volesse più aver a che fare con quegli argomenti. Forse intimamente scioccato dall’esperienza ? Può darsi.

I ricordi dei fatti avvenuti nel 1975 sono rimasti nell’oblio per più di venti anni e sarebbe interessante indagare a fondo sulla vicenda per verificare se ci fossero stati avvistamenti di ufo nella zona, in quel preciso giorno. Ma dopo tanti anni è molto difficile recuperare informazioni o eventuali altri testimoni oculari. Un caso aperto.

Valerio Petretto

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2 Pensieri su &Idquo;Gli Alieni atterrano nel giardino di una scuola. Un inedito caso di abduction.

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