I misteri delle tecnologie mentali Annunaki e i veri scopi degli ET sulla terra. PRIMA PARTE

Nella genesi di Adamo, descritta con dovizia di particolari nei testi Sumero-Accadici, si narra degli Annunaki, gli esseri provenienti dallo spazio che hanno creato l’essere umano per fungere da schiavo; da impiegare soprattutto come lavoratore nelle miniere site in Africa meridionale. Ma c’è dell’altro, particolari descrizioni della tecnologia Annunaki, praticamente ignorate sia da Sitchin che da altri ricercatori. Abbiamo indizi importanti di una tecnologia molto particolare, confermata anche da ulteriori fonti. Un’indagine approfondita e coraggiosa.

Cos’era la “Bit-Shimti”, ovvero la “Casa dove viene soffiato il vento della vita” ? Si tratta del laboratorio dove, apparentemente, era creato Adapa, l’Adamo biblico, l’homo sapiens sapiens.

In sintesi, secondo il mito sumero della creazione, l’uomo fu creato a immagine e somiglianza di esseri extraterrestri, che giunsero sulla Terra per colonizzarla ed estrarre dal sottosuolo elementi minerali. Gli uomini e tali esseri, per un periodo di tempo non precisato ma probabilmente quantificabile in decine o forse centinaia di migliaia di anni, vissero insieme sulla Terra. Tali esseri furono venerati come divinità e il loro ricordo è rimasto nella memoria umana, anche se alterato e distorto nel corso della storia.
Approfondiamo ora le similitudini tra il testo sumero e quello biblico, per chi ancora non avesse capito che si parla della stessa cosa. Il testo ebraico nella sua versione originale, ad esempio, afferma che l’uomo fu creato dagli Elohim; e che gli uomini e gli Elohim vissero insieme sulla terra per diverso tempo. Questi esseri si dedicavano, tra le altre cose, a lavorare il suolo della Terra, scavando per renderlo abitabile ed estrarre minerali. Come erano fatti questi Elohim ? Erano raffigurati come degli esseri molto simili a noi, barbuti, molto alti, quasi dei giganti, con un copricapo adorno di corna che simboleggiava la loro origine divina.
Come si è già detto amavano circondarsi di questo alone di sacralità, un inganno che hanno continuato a perpetrare fino ai giorni nostri.

Il capo di questa famiglia di Annunaki si chiamava An o Anu, era lui il grande padre degli dèi, probabilmente l’imperatore della loro civiltà. Il suo simbolo era una stella che stava a raffigurare proprio la sua origine celeste, a volte poteva essere anche racchiusa in un cerchio.
In numerosi testi veniva descritta la sua dimora in alto nei cieli, una dimora che come si evince dalle parole utilizzate per descriverla, doveva avere un aspetto maestoso e meraviglioso i cui portali erano sorvegliati da un dio dell’albero della vita e da un dio dell’albero della verità.
La residenza di Anu, il “padre nostro che sei nei cieli”, veniva descritta in modo così dettagliato poiché l’accesso alla casa non era un’esclusiva soltanto degli Annunaki; anche a pochissimi esseri umani che bramavano l’immortalità, i più meritevoli, potevano salire in cielo e vivere nel regno di Anu. Da qui pare provenire il mito del paradiso celeste e la credenza del luogo divino al quale si farebbe accesso una volta morti, l’aldilà.

Tutto, quindi, è riconducibile ai racconti epici sumeri, cronache alquanto dettagliate degli eventi accaduti in Mesopotamia e dintorni in un arco di tempo che va approssimativamente tra il quattrocentocinquantamila avanti cristo e il dodicimila a.C.; analizzare i racconti “originali” di queste storie e tirarle fuori dal semplicistico contesto religioso o mitologico, ci può illuminare. Questi antichi extraterrestri scambiati per dei erano venuti sulla terra dal loro pianeta, chiamato Nibiru che significa “pianeta del passaggio”, per uno scopo ben preciso.
I testi ci parlano di continue ed estenuanti estrazioni dell’oro dalle miniere dell’Africa meridionale, l’odierno sud Africa, dove non a caso sono state trovate tracce estrattive datate al carbonio 14 e risalenti a 400 mila anni fa.
Esattamente la stessa datazione estrapolata dai testi sumeri, che narrano della discesa, anzi per essere precisi dell’atterraggio degli Annunaki sulla terra, proprio attorno ai 400-450 mila anni fa.
Questi duri lavori erano portati a termine dagli stessi Annunaki che lavoravano nelle miniere per giorni e giorni senza mai fermarsi. Cominciarono a sorgere così malumori tra questi operai, esasperati dalla mole del lavoro e per lo stato in cui erano costretti a vivere, a differenza delle caste nobili che si godevano la vita; malumore che sfociò in un vero e proprio ammutinamento.

Ci fu quindi una ribellione che portò i regnanti a riunirsi in un’assemblea per poter così prendere una decisione e risolvere la situazione in maniera proficua per tutti, senza interrompere le attività minerari. Per loro l’estrazione dell’oro e di altri minerali era vitale, non potevano farne a meno.
Come già detto, Anu, il capo supremo, prese una decisione indiscutibile ascoltando i consigli del figlio Enki, e decise che l’unico modo per garantire la serenità e la contemporanea estrazione dell’oro, era quella di creare un LU.LU (colui che è mischiato), un lavoratore primitivo che si prendesse carico del lavoro degli operai Annunaki.
Uno schiavo in pratica, un servo. Per fare ciò dovevano generare un essere che fosse adatto allo scopo. A questo punto del racconto intervenne Enki che pronunciò queste parole :

“L’essere di cui avete pronunciato il nome esiste già! Bisogna soltanto legargli sopra la nostra immagine, l’immagine degli Annunaki”.

In effetti Enki si rese conto che un essere che potesse essere adatto allo scopo esisteva di già, un essere che era il frutto della terra ? L’essere era l’uomo primitivo, una particolare scimmia antropomorfa che abitava sulla Terra, forse l’Homo Erectus, progenitore della nostra specie.
Ebbe così inizio il progetto di creazione dell’Adam, il cui significato è “il terrestre”, poiché la parola Adamo è un derivato della radice di Adamah = Terra. Da qui la confusione biblica dell’uomo generato dalla modellazione del fango. Errori di traduzione o deliberata volontà di nascondere la verità ? Enki affidò il compito di dar vita a tale creatura alla sorellastra Ninhursag, infatti si legge in un testo come gli Annunaki si rivolgessero a lei in questi termini:

“Ad una creatura dai vita, crea i lavoratori! Crea un lavoratore primitivo, che sia lui a portare il giogo! Che sia lui a sopportare le fatiche assegnate da ENLIL, che il lavoratore usi gli utensili degli dèi”

Quelle che noi oggi chiameremmo manipolazioni genetiche sull’uomo ebbero inizio così nell’Apsu; ovvero nell’Africa meridionale, come abbiamo visto in precedenza, e furono condotte in una struttura che veniva chiamata BIT-SHIMTI, ovvero la “casa dove viene soffiato il vento della vita”. Ecco perché è arrivato a noi oggi come, dalla genesi:

”…dio non aveva fatto piovere sulla terra e non c’era uomo che lavorasse il suolo. Allora il signore dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne l’essere vivente. Poi il signore dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l’uomo che aveva plasmato”

Continua…

Tratto da “Reminiscenze Aliene”

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