I misteri delle tecnologie mentali Annunaki e i veri scopi degli ET sulla terra. SECONDA PARTE

Abbiamo ripassato i concetti fondamentali della teoria creazionistica extraterrestre e abbiamo capito che gli Annunaki, o Anunnaki personalmente preferisco Annunaki perché deriva direttamente dalle traduzioni effettuate da Sitchin  hanno creato l’essere umano moderno allo scopo di avere una razza di schiavi da impiegare nelle mansioni più scomode e faticose.  È tempo però di tornare al tema principale di questo articolo. Cosa era in realtà la BIT-SHIMTI ? Descritta nelle cronache sumere come il laboratorio dove era creato l’essere umano ? Perché i sumeri la chiamarono “Casa dove viene soffiato il vento della vita” ? A cosa si riferivano ?

Nessun ricercatore, neanche Sitchin ha mai approfondito questo piccolo ma determinante particolare delle cronache Annunaki. La semplicistica spiegazione che la BIT-SHIMTI fosse il laboratorio dove era applicata la tecnologia genetica Annunaki atta alla fabbricazione dell’essere umano, non è sufficiente. Cosa era il “soffio del vento della vita”? Se analizziamo bene questa frase ci rendiamo conto che non ha nulla a che vedere con la manipolazione genetica; c’è qualcos’altro. La frase suggerisce un qualche genere di procedura, forse una tecnologia rimasta avvolta nel mistero da millenni ?

A sostegno del sospetto che vi sia dell’altro ,troviamo ulteriori indizi in una conoscenza molto importante ignorata per millenni. Qualcosa che ci giunge d’ausilio, un’altra versione della Genesi: quella gnostica ritrovata nei papiri di Nag-Hammadi.
Siamo nel dicembre del 1945, a Nag Hammadi, detta anche Isola Elefantina. In particolare in una zona situata accanto alla parete rocciosa di Jabal – al Tarif, circa 450 km a sud del Cairo, in Egitto.
Un abitante del villaggio di al-Qasr, presso un monastero cenobita pacomiano, trova un’antica giara in terracotta contenente tredici papiri.

I testi contenuti nei papiri sono codici filosofici di natura gnostica. Lo gnosticismo è stato un movimento filosofico, religioso ed esoterico a carattere iniziatico; una conoscenza spirituale molto articolata e complessa. Pare sia originario del mondo ellenistico greco-romano; la cui massima diffusione si ebbe tra il II e il IV secolo d.C. Il termine gnosticismo deriva dalla parola greca gnósis, cioè “conoscenza”, che era l’obiettivo che esso si poneva.
Anche se parrebbe collocarsi principalmente in un contesto cristiano, in passato alcuni studiosi ritennero che lo gnosticismo precedesse il cristianesimo e includesse credenze religiose pre-cristiane e pratiche spirituali comuni alle origini del cristianesimo, al neoplatonismo, all’ebraismo del secondo tempio, alle religioni misteriche e allo zoroastrismo.

La comprensione dello gnosticismo è cambiata radicalmente con la scoperta dei codici di Nag Hammadi, che condussero gli studiosi a una revisione delle precedenti ipotesi.
Oltre ai cosiddetti “vangeli gnostici”, i papiri di Nag Hammadi includono anche tre opere appartenenti al “Corpus Hermeticum” e una parziale traduzione della “Repubblica di Platone”. Si ipotizza che tali codici appartenessero alla biblioteca di un monastero della zona, e che i monaci li abbiano nascosti per salvarli dalla distruzione, quando il potere della chiesa cattolica divenne talmente oppressivo e dittatoriale da considerare lo gnosticismo come eresia e condannare a morte chiunque ne perseguisse lo studio.

Strano che la religione sia sempre acerrima nemica della conoscenza, vero ?

I testi di Nag Hammadi, 52 codici dei quali alcuni doppioni, sono scritti in copto, benché la maggior parte di essi (o forse tutti) siano stati tradotti dal greco. L’opera più importante delle 46 presenti in essi è il Vangelo di Tommaso; quello ritrovato nei codici è l’unico testo completo noto dell’opera. Grazie a questa scoperta gli studiosi riscontrarono la presenza di frammenti di questi testi nei manoscritti di Ossirinco, scoperti nel 1898, e ne ritrovarono tracce nelle citazioni presenti negli scritti dei padri della Chiesa.

La datazione dei manoscritti risale al III e IV secolo, mentre per i testi greci originali, benché ancora controversa, è generalmente accettata una datazione tra il I e il II secolo. La cosa curiosa di questa storia, che fa capire come certi idealismi contrari alla divulgazione della conoscenza siano ancora forti, è che i papiri rimasero nascosti per lungo tempo dopo il ritrovamento. In seguito a una complessa vicenda, dopo essere stati dispersi in modo molto sospetto, furono recuperati e messi a disposizione degli studiosi.
I testi gnostici contenuti nella libreria di Nag-Hammadi contengono una versione della Genesi a tratti illuminante, della quale non si può ignorare l’esistenza quando si tenta di comprendere i veri fatti accaduti ai tempi degli Annunaki, quando Enki decise di creare l’Uomo-schiavo.

L’Apocrifo di Giovanni, versione lunga, ad esempio propone una variante della genesi piuttosto diversa da quella che conosciamo. I testi gnostici identificano i creatori dell’uomo come demoni e non come divinità; insinuando il sospetto che il corpo umano sia stato creato appositamente “difettoso” e pieno di debolezze fisiche e mentali, il vangelo apocrifo di Giovanni va oltre:
Dopo aver descritto l’opera ingegneristica attuata da questi demoni/extraterrestri, gli Arconti, arriviamo al paragrafo n.18 intitolato:

“E per molto tempo rimase inanimato e non si mosse.”

L’inizio del paragrafo riporta il seguente passaggio:

“Ma la madre di Yaldabaoth volle riprendere il Potere che aveva consegnato al Capo Arconte. Lei chiese ardentemente al Misericordioso, il Padre-Madre di tutto ciò, l’aiuto. Con il suo sacro comando fece scendere le cinque luci nelle forme dei principali consiglieri di Yaldabaoth. Questo portò alla rimozione della potenza divina della madre di Yaldabaoth da lui.
Essi dissero a Yaldabaoth, “Soffia qualche tuo Spirito nel volto dell’uomo, allora il suo corpo si solleverà”. Egli soffiò qualche suo Spirito nell’uomo. Lo Spirito che era il potere divino di sua madre. Non capiva cosa stesse succedendo, perché egli viveva nell’ignoranza. Tutto il Potere divino di sua madre inviato da Yaldabaoth entrò nel corpo psichico dell’uomo modellando sull’immagine primordiale. Il corpo umano si mosse! Crebbe in potenza! E brillò!
Le forze demoniache di Yaldabaoth invidiarono l’uomo. Attraverso i loro sforzi congiunti, che avevano posto alla creatura, gli avevano dato il loro potere. La sua comprensione divenne notevolmente superiore a quella di chi lo aveva creato. E superiore anche a quella del Capo Sovrano stesso.”

Quindi, se la ricostruzione gnostica della creazione contenesse particolari veritieri, possiamo immaginare che la sola creazione del corpo umano non bastava. Adamo “per molto tempo rimase inanimato e non si mosse”, ciò significa che il corpo era vuoto, privo di coscienza ?
Fu necessario l’intervento della “madre di Yaldabaoth”, che decise, col suo misterioso “sacro comando” di far scendere le “cinque luci nelle forme dei principali consiglieri di Yaldabaoth”.

“Ed essi dissero a Yaldabaoth, “Soffia qualche tuo Spirito nel volto dell’uomo, allora il suo corpo si solleverà”.”

Era forse questo che avveniva nella “Casa dove viene soffiato il vento della vita” ?
Ma cosa è esattamente il vento della vita ?

Alla soluzione di questo enigma corre in aiuto lo studio dell’origine delle parole e il loro antico significato. La parola greca per “soffio” e “vento” è ànemos, vi ricorda qualcosa ? All’aria e al vento è associata l’Anima.

In molte religioni, tradizioni spirituali e filosofie, è la parte vitale e spirituale di un essere vivente, comunemente ritenuta distinta dal corpo fisico. Tipicamente veniva assimilata al respiro, e già dai testi cuneiformi ci accorgiamo che la sua etimologia è molto più antica della lingua greca, deriva dalla cultura sumera.
Originariamente espressione dell’essenza di una personalità, intesa come sinonimo di Spirito, o Io; a partire dall’età moderna venne progressivamente identificata soltanto con la mente o la coscienza di un essere umano. L’Anima e lo Spirito sono indubbiamente la stessa cosa. Alcuni teorici contemporanei dell’Abduction, diversificano erroneamente l’Anima dallo Spirito, affermano che nell’Uomo vi siano e l’Anima e lo Spirito e che queste sarebbero due cose diverse.

I suddetti pseudo – esperti vanno oltre, includendo nei loro discorsi particolari tratti da un’errata interpretazione dell’Alchimia, affermando che l’Anima ( associata da costoro all’elemento alchemico Aria ) sia femmina e lo Spirito ( sempre dai suddetti associato all’elemento alchemico Fuoco ) sia maschio, come se una entità vitale priva di corpo possa avere una sessualità.
Ricordo che le caratteristiche sessuali sono determinate esclusivamente da fattori fisici e anatomici.
Questi teorici dimenticano, forse distratti dalla subitanea ed effimera fama conquistata e dalle varie profezie della fine del mondo che di tanto in tanto vaticinano con grande sicurezza, che la parola Spirito ha origini dal verbo latino “spirare”, che significa “soffiare”.

Deriva da “spiritus”, letteralmente: “soffio”, “respiro”, “alito” che a sua volta deriva dalla radice indoeuropea *(s)peis- “soffiare”.
Inoltre il vocabolo latino è traduzione di quello greco pneuma: “respiro”, “aria”, “soffio vitale”.
A quanto pare la memoria del “Soffio della Vita” dei sumeri è rimasta inalterata nei millenni. Quindi Spirito e Anima sono la stessa cosa, sinonimi, non vi è alcuna differenza.

Anche le parole Anima e Psiche possono essere considerate come sinonimi. Nella Grecia antica si faceva a volte riferimento all’Anima con il termine Psyche, da collegare con Psychein, che analogamente ad Anemos significa “respirare”, “soffiare”.
Nell’Induismo in generale si fa riferimento all’Atman.
Per gli antichi Egizi l’essenza spirituale dell’uomo è costituita da tre elementi soprannaturali: il ba, il ka e l’akh.
Ma confondere questi tre elementi fondamentali con Spirito, Anima e Mente ( tornando alle teorie di alcuni pseudo esperti ) è un grossolano errore; non vi sono prove a sostegno della tesi che Ba, Ka e Akh siano i corrispettivi di Spirito, Anima e Mente. Inoltre, come si dimostrerà nel mio libro Reminiscenze Aliene, va presa in grande considerazione l’ipotesi che la religione egizia sia stata fortemente influenzata da quegli stessi ET che non vedono di buon occhio una crescita spirituale dell’essere umano. Quindi si può dedurre che i concetti di Ba, Ka e Akh siano volutamente falsi e facciano parte di quel sistema di credenze creato ad hoc dagli ET per confondere e nascondere la verità.

Anche nello Zoroastrismo persiano esisteva l’idea dell’Anima e di un giudizio dopo la morte, tanto che le anime dovevano attraversare un sottilissimo ponte, il “Cinvat”.
E così pure il Mitraismo iranico, antica religione dalla quale deriva il Cristianesimo, noti infatti sono i molti parallelismi tra il Dio Mitra e Gesù Cristo, strano che Ashtar Sheran non lo abbia mai comunicato ai suoi interlocutori. Il Mitraismo predicava una via iniziatica per la salvezza dell’Anima, molto simile a quella descritta nei vangeli nostrani.

Ma torniamo al punto focale della nostra investigazione. Che cosa accadeva di tanto speciale nella “Casa dove viene soffiato il vento della vita”, il laboratorio dove Enki e Ninhursag creavano i corpi umani e li portavano alla vita ?
La risposta che il Bit-Shimti fosse un centro scientifico genetico in cui gli Annunaki clonavano l’uomo, non è soddisfacente e lascia molti punti oscuri su tutto il discorso.
In questi ultimi anni è di gran moda negare tutto e il contrario di tutto. Una visione iper-materialistica della vita sta poco a poco prendendo piede invadendo anche settori della conoscenza e della ricerca che necessitano, invece, di una mentalità più aperta. È troppo facile, infatti, notare come alcuni ricercatori stiano facendo di tutto per far passare l’idea che l’Anima non esista e che tutto ciò che si deve fare per creare la vita sia manipolare il Dna.
E se non fosse così ? Se già gli Annunaki si resero conto che non bastava creare un corpo umano, e che serviva un intervento di altro tipo per dare vita cosciente a questo corpo ?

Continua…

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