Il Segreto degli Annunaki e i veri scopi degli ET sulla terra. QUARTA PARTE

Fin’ora, la nostra indagine si è basata su frammenti di cronache antiche, quelle Sumère e quelle Gnostiche, e su concetti legati più alla spiritualità che all’ufologia. Ma questa indagine parla di Anunnaki, extraterrestri, alieni.

C’è bisogno di mettere mano ad informazioni diverse, dati ed esperienze relative alla questione fulcro della nostra indagine:

Quali sono le vere attività extraterrestri sulla terra ?

Informazioni al riguardo sono rarissime, anzi molti credono che non esistano dati a conferma di questa nostra teoria.

Ma non è così.

La dottoressa Karla Turner, docente presso l’università del Nord Texas per più di dieci anni.
Nel 1988, la donna, suo marito e il figlio, vissero una serie impressionante di esperienze, che li costrinsero a riconoscere che erano stati vittime di rapimenti da parte di entità extraterrestri.

La reazione della Turner fu di abbandonare la sua carriera all’interno dell’ateneo e di dedicarsi anima e corpo a una questione che la coinvolgeva direttamente: venire a capo del perchè la sua famiglia era stata oggetto di rapimenti alieni.

Il risultato delle sue ricerche, eseguite soprattutto attraverso il recupero dei ricordi di tali esperienze con l’ausilio di tecniche quali l’ipnosi regressiva; fù pubblicato nel suo primo libro: “Into the Fringe” del 1992.

Il testo dipana la ricostruzione dei vissuti dell’autrice, e dei suoi familiari, durante queste strane attività extraterrestri, che pare abbiano un grande interesse verso certe persone.

Visto il successo delle sue ricerche, la Turner non si ferma e continua l’investigazione del fenomeno. Nel suo secondo saggio, “Taken: dentro l’agenda aliena/umana”, del 1994; riporta le storie di sequestri, di cui furono vittime 8 donne, le cui vicissitudini includono intrusioni, sia aliene sia umane, con risvolti tanto benefici quanto deleteri, in modo da illustrare la natura profondamente complessa del tema.

Ma è nel suo testo più recente, “Masquerade of Angels” del 1994, scritto in collaborazione con il sensitivo Ted Rice, che la Turner si avvicina alla verità. Il volume racconta la vita di Ted Rice, degli incontri con strane creature, la cui identità aleggia in una regione di penombra tra l’angelico e il demoniaco. In questo testo troviamo indizi importanti a sostegno della nostra teoria.
Tra le affermazioni sconcertanti, fatte da Karla Tarner in varie interviste, ritroviamo aneddoti come questi:

..gli fu detto: se non cooperi con noi, ti sostituiremo con questo, e nessuno si accorgerà della differenza. Quando Ted era un tinèiger lui e un certo numero di altri giovani furono rapiti insieme, e gli furono mostrate le copie dei loro corpi. Anche in questo caso i cloni furono usati come minaccia.

Ted ricordò un processo, durante il quale il suo corpo originale fu ucciso.

Essi, prima gli diedero una sostanza amara verde e luminosa da bere. Questa sostanza gli procurò una forte sensazione di nausea. Immediatamente dopo vomitò, e così loro tagliarono la sua testa e il suo fluido vitale fu raccolto dal suo corpo e messo in un contenitore.

Quando la sua energia vitale, o comunque la vogliate chiamare, uscì dal suo corpo, rimase attaccata a questa luminosa area liquida. Sembrava non potersi staccare da quella cosa. Gli alieni la risucchiarono in una piccola scatola nera, che fu poi messa su un bancone mentre loro preparavano il suo nuovo corpo clonato.

Quindi, inserirono alcune sonde nelle spalle, nel collo e nei piedi del nuovo corpo per attivarlo.

Una volta che questo cominciò a respirare, l’energia dell’anima fu rimessa al suo interno.

La sua energia vitale, che era stata conservata nella piccola scatola nera quando uccisero il suo primo corpo, fu introdotta nel nuovo corpo e siccome il corpo stava respirando, rimase lì intrappolata.

Della misteriosa scatola nera, dotata di strane peculiarità e, a quanto pare, capace di interagire con l’essenza animica, vi sono ulteriori indizi, provenienti da altre fonti.

Difatti, vari aneddoti e ricerche indipendenti, continuano a suggerire che la Heynekiana tecnologia, Materiale e Mentale, possa essere disponibile in una forma simile a un oggetto portatile.

Della piccola scatola nera, anche se le sue dimensioni tendono a variare nei diversi racconti. Il primo riferimento storico può essere quello reso addirittura dal maggiore Jessy Marcel, quando parlò del relitto recuperato a Roswell nel 1947.

In un’intervista dichiarò:

Uno degli altri compagni, Cavitt credo, ha trovato una scatola di aspetto metallico, nero, delle dimensioni di diversi centimetri quadrati.

Poiché non c’era modo evidente per aprire questo oggetto, e dato che non sembra essere un pacchetto di strumenti di qualche tipo, si gettò con il resto della roba.

Non so quello che poi è successo al box, ma è andato via con il resto del materiale, trasportato a Forth Worth

Autore dello sconcertante ed a tratti terrorizzante “Communion”, Whitley Strieber raccontava apertamente di essere stato vittima, assieme ai suoi familiari, di rapimenti alieni. Il libro rappresenta ancora oggi il simbolo di un movimento, nato negli anni 80, che puntava a obbligare gli ufologi ad aprire gli occhi, su qualcosa che avevano ignorato per troppo tempo. Communion, infatti, modificava totalmente il paradigma della ricerca ufologica mondiale.

La scatola nera è associata alle esperienze O.B.E., acronimo di Out of Body Experience, raccontate nel libro “Transformation” di Strieber.

Una mattina, verso le quattro e mezza, Whitley ha deciso di provare a utilizzare alcuni dei metodi di Robert Monroe per realizzare un’esperienza fuori dal corpo.

Egli riferisce di aver avuto successo nel suo tentativo.

Durante questa esperienza, Strieber riferisce di aver visto una strana immagine della mano di un grigio, che con una delle sue quattro, lunghe dita, che indicava una scatola di due piedi ( circa 60 centimetri ) appoggiata su un pavimento di colore grigio.

L’uomo sperimentò ciò che descrisse come un’ondata di sentimento sessuale, dopo di che si trovò a galleggiare sopra il proprio corpo come un “campo approssimativamente sferico”. Si muoveva, nel suo stato non fisico, passando attraverso oggetti solidi, e vide due cose curiose. Il primo fu il suo gatto, che non era con lui in camera, ma a New York City; l’altro era la faccia di un essere grigio, che lo osservata da una delle finestre.

Un altro resoconto di O.B.E., dove si parla di un dispositivo scatolare che suona sorprendentemente simile a quello descritto nell’esperienza di Strieber, è il seguente:

Mentre era nella sua roulotte, sdraiata sul divano, dedicata alla lettura, nel mese di luglio del 1986, Betty Andreasson, anche lei vittima di rapimenti alieni, riferisce di aver sentito un ronzio particolare e poi ha trovato un grigio in piedi accanto al divano.

La Andreasson ha raccontato che “l’essere aveva messo una piccola scatola o qualcosa sul divano”, dopo di che si ritrovò in piedi, guardando il suo corpo che era ancora sdraiato sul divano. Si è poi trasferita verso il grigio, poi di nuovo spostatasi verso se stessa, ebbe paura quando scoprì che la sua mano, eterea, poteva passare attraverso il suo corpo.

Questo dispositivo portatile, scatola nera, sembra essere un’unità di contenimento per la coscienza, come è chiaramente spiegato nel libro di Karla Turner “Masquerade of angels” dove riporta i dettagli di un racconto dalla sessione di regressione guidata, eseguita da Barbara Bartholic su Ted Rice; durante il quale egli ricordò un’esperienza di abduction vissuta all’età di otto anni e di cui abbiamo accennato la storia, in precedenza.

Ted, venne portato in una stanza, e messo contro una piastra metallica che si trovava nel centro del locale.

Vi erano due “accompagnatori” grigi, e una donna dai capelli rossi, entrata nella stanza poco dopo. I grigi lo spogliarono e la donna poi attivò alcuni pulsanti e interruttori, la piastra metallica cominciò a cambiare colore. A giudicare dai monitor, la macchina sembrava scansionare i suoi organi interni.

La piastra metallica, su cui Teddy aveva la schiena poggiata, all’improvviso si ribaltò indietro fino ad assumere una posizione orizzontale; ora il ragazzino stava sdraiato sulla schiena e la piastra metallica era diventata un tavolo.

Sollevando la testa, Rice vide i grigi, che gli si avvicinavano e gli poggiarono sulle orecchie un dispositivo simile a una cuffia, che emetteva un rumore doloroso, intanto lo costrinsero a bere un bicchiere di liquido verde luminoso che gli diede sensazioni corporee strazianti, in ultima analisi, facendolo vomitare.

Improvvisamente sembrava essere al di fuori del suo corpo. Si invita il lettore a notare che questo particolare del liquido disgustoso che provoca l’uscita dell’anima dal corpo.

Ted, ora osservava il tavolo da pochi metri di distanza. Una nuvola senza forma si alzò dal suo corpo, assumendo poi un’immagine di sé, attaccata al vomito verde.

La donna aliena prese un oggetto nero, una scatola rettangolare, che portò verso il tavolo dove il corpo di Teddy era sdraiato. Con un unico movimento, girò il corpo di Ted, sotto-sopra, e mise la scatola nera sulla zona delle spalle. La donna poi collegò dei fili alla scatola, e in qualche modo la attivò. L’immagine dello spirito di Ted venne lentamente risucchiata nella scatola, che la donna poi rimosse e ripose sul bancone.

Poco dopo lei, l’aliena, chirurgicamente tagliò la testa di Ted, con un aggeggio laser, e lui non vide più nulla.

Quando si risvegliò, si trovò in una grande stanza con filari di vasche contenenti pezzi di carne che galleggiavano in un liquido rosso scuro. Da un’apertura, sul lato di una vasca, fuoriuscì una sorta di bolla rossa, e un grigio la raccolse, la lavò in un lavandino nelle vicinanze e poi la mostrò a Ted, presentandola con quello che sembrava essere un neonato umano.

Il grigio, poi, mise il bambino dentro a una specie di armadio a muro e chiuse la porta, mentre un suo compagno grigio attivò alcuni controlli. In pochi minuti una porta si aprì e lui vide un duplicato nudo del suo corpo.

Dopo, i grigi portarono il corpo sul tavolo, la donna posizionò la scatola nera sul petto. Anche se Ted non poteva vedere quello che era stato fatto, ha visto il corpo in preda alle convulsioni, poi riprese a respirare.

La scatola venne, quindi, rimossa dalla donna, e i grigi inserirono aghi nella parte posteriore e superiore della testa, il torace, e nella parte inferiore di ogni piede. applicarono gocce nei suoi occhi, per idratarli, e posero le cuffie sulle orecchie.

Per saperne di più:

Continua…

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