La tesi degli alieni creatori della razza umana, conferme dal recupero dei ricordi di vite passate. PRIMA PARTE

© Valerio Petretto 2018

Ho sempre sostenuto che non bisogna credere a nulla. Fintanto ché non sia possibile verificare personalmente tesi, teorie e affermazioni varie; cadere nella trappola del credere o non credere è alquanto sconsigliabile, se non del tutto deleterio.

Per questo motivo, a prescindere da speranze, idee e preconcetti personali; ho tentato sempre di mantenere  un certo distacco da qualsiasi teoria ufologica che fosse priva di argomentazioni talmente valide e solide da essere considerabili come verità inoppugnabili.

Una di queste teorie, seppur suffragata da una marea di indizi grazie al prezioso lavoro svolto da Zecharia Sitchin nella traduzione delle tavolette di argilla Sumero-Accadiche, consisteva appunto nel mito degli Anunnaki, gli antichi astronauti colonizzatori della terra che, all’incirca attorno al 450 mila avanti cristo, avrebbero installato un loro avamposto minerario sulla terra.

I suddetti esseri extraterrestri, in seguito ad una rivolta messa in atto dalla loro casta operaia che si occupava del tremendo lavoro nelle miniere d’oro sparse nel mondo, decisero di creare un operaio, un essere inferiore che si caricasse del gravoso compito di estrazione dell’oro e di altri minerali utili alla tecnologia Anunnaki. Tutto ciò è possibile approfondirlo nei libri di Sitchin, tra i quali Il Pianeta degli Dei,  risulta essere a mio avviso il più interessante, in quanto narra proprio della genesi di Adapa, l’Adamo biblico.

Le toerie di Sitchin hanno trovato un grande seguito tra gli appassionati, che le hanno accettate come vere; seppur con diverse sfumature. Oltre ai più dotati di intelletto e capacità ragionativa vi sono anche persone che addirittura considerano gli Anunnaki come divinità bonarie e amichevoli; evidentemente non hanno letto i libri di Sitchin ma hanno solo sentito parlare degli Anunnaki o hanno mal-compreso ciò che affermava Sitchin.

Ma tant’è… è naturale che in argomenti come questi vi sia una grande differenza di idee e interpretazioni da parte di un pubblico che, mediamente, non è molto informato e che non approfondisce la propria conoscenza; preferendo rinforzare i propri sistemi di credenze e soprattutto alimentare speranze, desideri e il proprio autocompiacimento. In altre parole queste persone sono alla ricerca di un sostituto della religione, un pacchetto preconfezionato di idee sintetiche, prive di fondamento e soprattutto molto lontano dalla verità.

I seri ricercatori, invece, si occupano della verità, ed in questo caso della risposta ad una serie di domande interconnesse tra loro: SITCHIN AVEVA RAGIONE ? GLI ANUNNAKI SONO ESISTITI DAVVERO ? COME DIMOSTRARE QUESTA TESI, VISTO CHE NON ABBIAMO PROVE ?

Personalmente, poi vi era un ulteriore quesito: QUALI STRUMENTI UTILIZZARE PER CERCARE LA VERITÀ ?

La folgorazione, se così possiamo definirla, arrivò nel momento in cui mi imbattei nel concetto della Reincarnazione ed in particolar modo nelle tecniche utilizzabili per il recupero delle vite passate. Il ragionamento era piuttosto semplice: visto che il fenomeno della Reincarnazione è pressoché dimostrato come reale, possiamo supporre che qualcuno abbia vissuto ai tempi degli Anunnaki ?

E’ possibile recuperare i ricordi di persone che hanno presumibilmente vissuto esperienze o incarnazioni, sulla terra, a partire da 450 mila anni fa ed in particolar modo nel contesto dei miti Sumeri ?

Se così fosse, saremmo ad un punto di svolta. La ricerca allora si spostò su un altro settore: trovare o creare i giusti strumenti di ricerca, in questo caso avevo bisogno di una tecnica efficace, affidabile e soprattutto sicura; che mi permettesse di indagare nelle memorie delle vite passate.

La PLR

Trattasi dell’acronimo di Past Life Recovery ( © 2018 by Valerio Petretto ), coniato dal sottoscritto, e indicante il nome di una tecnica regressiva di tipo NON IPNOTICO. Significa appunto recupero delle vite passate ed è il frutto di anni di ricerche e perfezionamento di altre tecniche esistenti, ma che per diverse ragioni non del tutto adatte allo scopo. Una di queste è l’Ipnosi regressiva.

La PLR si basa sul concetto di Trauma Mentale.

Tra i tanti che hanno “riscoperto” la teoria dei traumi psicologici come la fonte di molti disturbi fisici e comportamentali vi è Brian Weiss. Egli sostiene l’ipotesi che sia salutare e benefico recuperare i ricordi traumatici delle vite precedenti. La sperimentazione ha dimostrato che questa affermazione non solo è veritiera ma di fondamentale importanza; è da notare che Weiss non ha inventato nulla, ha solo ripreso concetti molto antichi e li ha riproposti a un pubblico ignaro di queste tematiche.

Tali memorie sarebbero la causa di svariati disturbi e malattie cronici, sia fisici che mentali, che rovinerebbero la vita a molte persone.

Come si diceva, questa teoria non è affatto nuova. Nei suoi Yoga Sutras il maestro Yogi Patanjali insegna una tecnica chiamata Pratiprasava. Il termine sanscrito si può tradurre in riassorbimento, nascita a ritroso ma più precisamente significa ritornare allo stato originale e si basa sul concetto che l’Anima non si trovi in un cammino evoluzionistico, come invece vorrebbero insegnare le dottrine di tipo new-age.

Gli Yoga Sutras, al contrario, insegnano che la Coscienza è in origine perfetta di per se, ma con il passare del tempo e a causa di esperienze non comprese, è aberrata o corrotta da un carico di emozioni negative, traumi psicologici e false credenze. Potremmo aggiungere che l’attività degli ET non contribuisce certo a migliorare la situazione, anzi.

Lo scopo dell’insegnamento di Patanjali consiste appunto nel rimuovere questi traumi e “ripulire” l’Anima dal fardello accumulato nelle molte vite vissute, per ritornare alla purezza dello stato originale.

Questa pratica avrebbe lo scopo di restituire all’Anima la sua originale purezza. Indagando a fondo nelle memorie occluse delle vite passate e permettendo alla Coscienza stessa di osservare le cause dei propri mali, spesso derivanti da esperienze traumatiche vissute in esistenze precedenti, per liberarsene in un processo di catarsi.

La scala della Conoscenza

La Coscienza, in questo modo, salirebbe lungo una scala che parte, nel gradino più basso, dal mistero ( quindi dall’ignoranza ) per giungere al gradino più alto, la conoscenza di se stessa e l’auto-realizzazione del totale potenziale innato.
La pratica del Pratiprasava è una di queste tecniche, è in uso in numerose scuole di Yoga ed è possibile suddividerla in tre fasi fondamentali:

 

  • Capire che le fonti dei nostri mali o imperfezioni provengono dall’interno di noi stessi.
  • Realizzare che ciascuno, come essere spirituale, è assolutamente responsabile di tutto ciò che gli succede.
  • Rivivere e ricordare la causa dell’imperfezione alla luce della coscienza; in tal modo curare la ferita o le impressioni negative. Questa terza fase è la chiave del Pratiprasava.

In epoche più recenti ritroviamo gli stessi concetti ripresi anche da altri ricercatori. La tecnica della PLR, descritta nella sua completezza nel mio libro Reminiscenze Aliene è una sintesi del Pratiprasava, modernizzata e perfezionata grazie all’esperienza di molti sperimentatori, pionieri di questa ricerca.

I risultati della ricerca.

Nella seconda parte di questo articolo sveleremo alcuni risultati di questa interessantissima ricerca e dimostreremo l’esattezza delle traduzioni di Sitchin, riguardo gli Anunnaki come creatori della razza umana. Inoltre scopriremo ciò che Sitchin non aveva capito: i veri scopi degli Anunnaki, la loro fenomenale tecnologia e le prove dimostranti il fatto che la loro attività sulla Terra non è mai cessata, anzi si è intensificata.

Chi volesse saperne di più può trovare in Reminiscenze Aliene la completa esposizione di questa indagine.

Grazie per la lettura, supportate questo blog condividendo, iscrivendovi e divulgandone l’esistenza.

Alla prossima…

FINE PRIMA PARTE.

 

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